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La domanda che ci poniamo oggi è la seguente: fa bene o male l’olio di Palma? Cerchiamo di capire che cos’è e perché è così largamente usato nell’industria alimentare essendo il leader mondiale, dal punto di vista commerciale, degli oli e dei grassi alimentari.

Indice:

Che cos’è l’Olio di Palma?
L’olio di palma è un grasso vegetale ottenuto dal frutto della pianta Elaeis guineensis.

L’industria alimentare lo sceglie come ingrediente principe nei prodotti da forno dolci e salati per via di alcune caratteristiche; insapore, semi solido a temperatura ambiente ed economico che rendono il suo impiego ottimale.

L’olio di palma, e tutti i suoi derivati, vengono anche utilizzati nelle formulazioni di cosmetici, detergenti, nonché nei biocarburanti.

Olio di palma

Come si ottiene? E qual’è la sua funzione?
I frutti della palma dopo il raccolto vengono sterilizzati tramite vapore, vengono denocciolati, cotti, pressati e filtrati.

L’olio che se ne ricava è di colore rossastro e presenta un alto contenuto di beta-carotene. Dopo un processo di raffinazione assume colore bianco a causa della distruzione dei carotenoidi.

È usato come olio alimentare per produrre margarina e come ingrediente di molti cibi lavorati. È uno dei pochi oli vegetali con un contenuto elevato di grassi saturi (circa il 50%) come l’olio di cocco (80%), e quindi semi-solido a temperatura ambiente.

L’olio di palma rosso è considerato meno dannoso dell’olio di palma raffinato per il contenuto di beta-carotene, co-enzima Q10, squalene, vitamina A, vitamina E.

I suoi semi invece, vengono essiccati, macinati e pressati. Se ne ricava un blocco solido che contiene un’elevata percentuale di acido laurico. Il prodotto non raffinato ha un colore giallo-bruno, che dopo la raffinazione diventa bianco.

 

Fa veramente male alla salute?
Dipende da quanto ne consumiamo; infatti, trattandosi di un grasso saturo, va’ considerato esattamente come tutti gli altri grassi saturi come burro e strutto. Un abuso di questi può aumentare il rischio cardiovascolare ma il problema è appunto l’eccesso e non il tipo di grasso saturo ingerito.

Molti nutrizionisti consigliano di non assumere più del 10 per cento di calorie derivanti da questi grassi ogni giorno, proprio per consentire all’organismo di smaltirli correttamente. Altri vari studi hanno anche evidenziato che chi consuma molto olio di palma tende ad avere livelli più alti di colesterolo nel sangue, ma non è stato rilevato un aumento del colesterolo cattivo.

Questo tema è dibattuto da anni e a oggi non ci sono in letteratura scientifica indicazioni per dire che l’olio di palma faccia male in assoluto.

 

Conclusioni
L’olio di palma non è il grasso più “sano” che esista, ma nemmeno il peggiore: prima di bandirlo bisogna verificare con che cosa lo si sostituirebbe. Molti prodotti che mostrano sulla confezione la scritta “senza olio di palma” contengono olio di cocco o burro di cacao, che sono altrettanto nocivi.

La strategia più ragionevole, a livello individuale, è quella di variare le proprie fonti alimentari, evitando di abusare di prodotti con olio di palma senza però demonizzarli o indire crociate non sempre sostenute da sufficienti motivazioni scientifiche, soprattutto se si guarda al problema nella sua interezza e non solo nei dettagli.


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